Premessa

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Buona lettura!

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EXPO Aichi 2005 - nuove tecnologie nel mondo dell'arte

Nuovi processi tecnologici, come: reverse engineering, rapid prototyping, materiali compositi e naturalmente le tecniche digitali (computer grafica, 3d etc), aprono le porte a nuovi modi di concepire le opere d'arte. Nel sito dedicato al Satiro cercheremo di farvi vedere un po' di quello che oggi viene fatto in questo contesto.

Una perla gigante alta 11 metri accoglierà il Satiro danzante di Mazara del Vallo alla prossima Esposizione Universale. Il Commissariato Generale del Governo, guidato da Umberto Donati, ha deciso di realizzare il Padiglione Italia in modo da poter esibire, insieme ai migliori prodotti della nostra tecnologia industriale, anche i risultati più avanzatiche la creatività  italiana è capace di inventare per la fruizione e la conservazione delle opere d'arte.

Il Satiro danzante

Il Satiro danzante è stato ritrovato il 4 marzo 1998 nelle acque del canale di Sicilia senza le braccia, senza la gamba destra su cui anticamente poggiava e con la gamba sinistra separata dal corpo. Il restauro ha dovuto risolvere il problema della ricomposizione delle parti staccate, della presentazione in piedi del Satiro ed i problemi di deterioramento provocati dalla corrosione del bronzo e dalle vistose concrezioni marine.

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Il Satiro danzante: particolare del volto e dei capelli dopo il restauro.

La statua è stata ritrovata dai pescatori di "Capitan Ciccio" a più di 450 metri di profondità, durante una battuta di pesca condotta tra Capo di Bon e Mazara del Vallo.

Il peschereccio "Capitan Ciccio" nel porto di Mazara del Vallo dove la statua è collocata al interno della chiesa di S. Egidio adibita a museo.

La statua, lunga due metri e del peso di circa cento chili, al momento del ritrovamento, ancora avvolta nella rete di pesca. La statua è stata inizialmente collocata al Centro Polivalente di Cultura di Mazara del Vallo per consentire le prime ispezioni. Successivamente è stata trasferita al Istituto Centrale per il Restauro di Roma.

Il restauro è stato eseguito sotto la direzione di Roberto Petriaggi e con il contributo della Società Europa Metalli SpA (Gruppo SMI). Il Satiro è rimasto con la gamba sinistra separata dal corpo fino al completamento dell'intervento di restauro. Ansaldo Ricerche, su progetto di Claudio Mazzieri, ha realizzato la base antisismica per il museo di Mazara del Vallo e per l'esposizione in Giappone.

Un banco di lavoro rotante, progettato e realizzato da Giorgio Raselli, Giovanni Santucci e la CMB Bonifazi, ha permesso di movimentare la statua in sicurezza, durante tutto il lavoro di pulitura e restauro del bronzo.

La statua bronzea presentava patine di corrozione diverse tra loro per colorazione, spessore e consistenza. La superficie appariva inoltre ricoperta da concrezioni e sedimenti marini di vari natura (serpulidi, madrepore, bivalvi). L'immagine mostra lo stato della superficie prima, durante e dopo il restauro.

Paola Donati - restauratrice del ICR - durante il lavoro di restauro.

Al termini del intervento è stato eseguito un trattamento di inibizione della corrozione, con Benzotriazolo al 3% in alcool etilico. Il trattamento a pennello è stato ripetuto più volte fino alla completa imbibizione del metallo. Con questo procedimento, necessario per la conservazione, si è migliorato anche l'aspetto estetico delle patine superficiali danneggiate dai processi di correzione, uniformandone le tonalità.

La superficie, molto porosa, ha richiesto un consolidamento mediante Paraloid B 72 soluto in miscela di Mek 64% e Ottano 37%. Il consolidante ha reso in generale più compatte e solidali tutte le zone che avevano perso lo strato esterno. La mancanza della gamba portante ha reso necessaria la progettazione e realizzazione di una struttura interna di supporto per consentire l'esposizione corretta del Satiro.

Bassorilievo neoattico, una tra le numerose iconografie esistenti, con Menade e Satiro danzante (metà del I sec d. C. inv. 6705 Palazzo Ducale di Mantova)

La statua, realizzata secondo il procedimento tradizionale della fusione a cera persa, è stata attribuita da Paolo Moreno (Professore di Archeologia e Storia dell'Arte Greca e Romana all'Universtià di Roma Tre) a Prassitele. Non tutti gli studiosi concordano sul fatto che il bronzo ritrovato possa essere l'originale greco oppure una sua copia.

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La scansione Laser

Per studiare il sistema interno di supporto necessario a restituire unità formale alla statua ed alla sua esposizione è stato generato un modello digitale 3D del Satiro, ricorrendo ai recenti processi di reverse engineering e rapid prototyping basati sulla scansione laser 3D.

Il raggio del Laser, inviato sulla superficie della statua, misura le coordinate xyz di milioni di punti. In questo modo la forma del Satiro può essere trasferite dalla dimensione materiale del bronzo a quella immateriale della geometria matematica.

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Il raggio laser durante la scansione 3D della superficie.

Durante la scansione il raggio del laser si muove secono line orizzontale, come si può vedere al filmato.

Lo scanner laser 3D utilizzato dal Laboratorio di Fisica dell'Istituto Centrale per il Restauro in collaborazione con la Fox Bit di Napoli durante il rilievo della forma e l'acquisizione dei dati necessari per costruire il corrispondente modello digitale 3D

Il "diffinitor" di Leon Battista Alberti (Genova 1404 - Roma 1472), utilizzato dagli artisti per prendere le misure necessarie a ben operare nella scultura, anticipa le moderne tecnologie di 600 anni.

Le "nuvole" di punti, ottenute dai differenti angoli da cui viene effettuata la scansione, sono visualizzate sul monitor del computer con colori diversi.

Particolare del volto.

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Il Modello digitale 3D

Le "nuvole di punti", unite insieme, formano il modello digitale 3D del Satiro che, grazie alle coordinate, può essere visualizzato sul monitor del computer ed utilizzato per qualsiasi applicazione utile per il restauro, la conservazione e la fruizione dell'opera d'arte.

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Considerata l'elevata frequenza di campionamento della superficie (fino a 10 punti per millimetro) è necessario effettuare ingrandimenti successivi per poter apprezzare la distribuzione geometrica dei punti nello spazio.

Particolare dell'occhio e del naso.

Particolare dell'occhio ingrandito 2 volte del vero.

Ferdinando Provera in una fase di elaborazione del modello digitale 3D.

Tutte le "nuvole" di punti acquisite devono essere unite insieme per formare il modello digitale 3D della statua intera.

Il confronto tra il volto dell'originale con quello del modello da una misura della conformità geometrica.

Traslando le coordinete xyz dei punti della gamba sinistra si simula la ricomposizione della statua.

Applicando una tecnica di mirroring alla gamba sinistra è stata ottenuta anche la gamba destra, per formulare possibili ipotesi di ricostruzione della gamba mancante.

Il modellato plastico della superficie si genera attraverso la mesh: una rete di poligoni triangolari ottenuta dall'interpolazione di tutti i punti del modello. La dimensione dei triangoli è una misura del grado di quantizzazione che si può raggiungere per rappresentare il modellato e visualizzare la superficie.

Le immagini mostrano il rendering del modello digitale ma, essendo statiche, sono limitate a pochi punti di vista e permettono di apprezzare solo in parte la tridimensionalità.

Il modello digitale 3D del Satiro danzante dopo la ricomposizione virtuale della gamba sinistra. La tridimensionalità si può apprezzare bene solo quando il modello viene spostato sul monitor del computer per essere osservato dal punto di vista che interessa.

La rotazione del Satiro intorno allo stesso asse genera una superficie sferica. Questa viene evidenziata dall'arco di circonferenza che può essere osservato da due posizioni simmetriche.

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Il Prototipo

L'interpolazione matematica di tutti i punti costruisce una maglia di poligoni triangolari connessi (mesh). La superficie così generata definisce la forma artistica che può essere utilizzata, come una matrice, per realizzare il Prototipo della statua, attraverso i nuovi procedimenti automatici di prototipazione rapida.

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Il prototipo viene realizzato attraverso un processo automatico di lavorazione che solidifica strati di polvere di gesso spessi 0.1 mm. La superficie del prototipo mostra le linee di passaggio da uno strato all'altro. Il modello fisico ripropone anche le concrezioni marine che erano presenti al momento del rilievo digitale 3D eseguito prima del restauro.

Il prototipo può essere costruito nella scala dimensionale desiderata che può essere uguale, minore o maggiore del vero.

Con gli attuali sistemi di rapid prototyping non si possono realizzare forme che occupano un volume maggiore di 50x50x50 cm. Per poter realizzare il prototipo del Satiro in scala 1:1, il modello digitale 3D è stato diviso in 6 parti.

Le 6 parti dopo la separazione virtuale.

Qui vediamo come la "stampante" 3D (rapid prototyping) forma i pezzi del volto e del torso.

Più parti del Satiro durante il processo automatico di lavorazione.

Il maestro formatore, Alessandro Fagioli, ha unito le 6 parti prototipate, per ottenere un modello fisico in scala 1:1.

Dopo aver riunite le parti del prototipo, procedendo secondo i metodi tradizionali di formatura è stato realizzato un calco in resina siliconica, per poter realizzare un modello in gesso da utilizzare per la costruzione del supporto e dei dispositivi di protezione.

Il modello in gesso dopo la rifinitura a mano della superficie.

La finitura manuale della supeficie del prototipo ha portato anche alla realizzazione di una copia fedele senza bisogno di sottoporre la statua originale ai rischi del calco diretto. In questo modo la forma del Satiro sarà presente nel Museo di Mazara del Vallo, durante i 6 mesi in cui l'originale rimarrà esposto alla EXPO di Aichi 2005, in Giappone.

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Il Sistema di supporto

Il Prototipo ed il Modello digitale 3D sono utili per progettare e verificare, prima di intervenire sull'originale, il sistema di ricomposizione della gamba staccata necessario per restituire unità formale al Satiro ed alla sua presentazione in piedi.

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Il modello digitale e quello fisico sono serviti per sviluppare il sistema di assemblaggio reversibile utilizzato per presentare il Satiro in piedi.

Il modello fisico, che in questo caso riporta schematicamente la soluzione adottata per la costruzione del primo sistema di supporto progettato e realizzato da Giorgio Raselli, Giovanni Santucci e la CMB Bonifazi, ha permesso di verificare la validità del sistema di assemblaggio, prima della sua applicazione sulla statua originale.

Il nuovo sistema di supporto posto all'interno della statua è stato realizzato in fibre di carbonio stratificato con la collaborazione della Eligio Re Fraschini.

I dispositivi meccanici che hanno permesso di riposizionare la gamba staccata sono stati realizzati in titanio ed ergal dalla Enter engineering & technological research.

Per la costruzione dei supporti, che sono collocati all'interno della statua, sono stati realizzati calchi in silicone all'interno della statua da Raffaella D'Amico all'interno delle spalle, e da Paola Donati all'interno del polpaccio.

Per la costruzione dei supporti in carbonio sono state utilizzate le controforme derivate dai calchi dell'interno.

La restauratrice Raffaella D'Amico, che ha realizzato i calchi dell'interno, durante una prova di posizionamento dei supporti all'interno della statua.

I supporti realizzati, collocati all'interno del Satiro.

Fasi di stratificazione delle fibre di carbonio seguite per la realizzazione dei supporti interni.

Il volto del Satiro visto dall'interno: fotografia di Roberto Ciabattoni.

Le traccie dell'anima di fusione possono essere osservate sulla supeficie interna del getto di fusione.

Gli esperti non hanno ancora raggiunto un giudizio unanime sull'interpretazione di queste tracce. Alcuni ritengono che siano riconducibili alle canne usate, nella fase di formatura che precede la modellazione della cera, allo scopo di sostenere l'anima nterna di fusione e di migliorarne la funzione portante. Tale ipotesi è compatibile con chi ritiene che la statua sia stata realizzata seguendo un procedimento diretto.

Altri sostengono che tali tracce siano riconducibili ai segni delle spatole utilizzate durante la formatura della cera. Tale ipotesi è compatibile con la realizzazione della statua secondo un procedimento indiretto.

Una ipotesi di supporto studiata è rappresentata anche dalla possibile ricostruzione della gamba mancante.

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I dispositivi di Protezione

Il guscio è destinato a contenere e proteggere la statua, come la custodia di un prezioso violoncello, ogni volta che deve essere trasportata.

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Applicazione del "guscio" protettivo al Satiro.

Il modello in gesso durante le fasi di preparazione preliminari alle lavorazioni delle fibre di carbonio.

Suddivisione in 4 parti del modello per la costruzione del "guscio" di protezione.

Fasi di lavorazione per la laminazione e la stratificazione del carbonio.

Applicazione del carbonio stratificato sul modello.

Stratificazione del carbonio eseguita direttamente sul modello.

Applicazione del distaccante.

Il "guscio" protettivo in carbonio stratificato dopo il sotto vuoto.

Al termine della laminazione si procede alla lavorazioni preliminari per la preparazione del sacco a vuoto.

Preparazione del sacco a vuoto.

Il modello durante l'esecuzione del vuoto realizzata per il miglior consolidamento del carbonio stratificato.

Taglio del carbonio per la partizione del "guscio".

Due parti del "guscio" ottenute dopo il taglio.

Prova preliminare dello scudo anteriore

Prove preliminari del "guscio" sul Satiro

I tecnici dell'ICR mentre verificano l'assetto del "guscio".

Verifica finale eseguita prima di precedere alle lavorazioni finali di posizionamento dei setti per la giunzione dei 4 scudi.

Costruzione dei setti di rinforzo e di accoppiamente delle 4 parti.

Applicazione del "guscio" finito al Satiro.

Prove di movimentazione del Satiro con il "guscio" montato.

I tecnici della Impresa Montenovi durante una fase di sollevamento della statua

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Forme da toccare

La fruizione del Satiro danzante potrà essere estesa anche al pubblico dei non vedenti perché la geometria dei prototipi così realizzati è coerente con la forma della statua originale. In questo modo l'esperienza tattile attraverso cui il cieco percepisce la forma artistica può essere condotta sul modello fisico senza bisogno di sottoporre l'originale ad alcun rischio di danno.

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Il modello in scala 1:1 può essere utilizzato anche per realizzare la copia a scopo di studio e permettere la percezione tattile anche per i vedenti.

Rappresentanti dell'Associazione Italiana Ciechi: modelli, a differenti scale, realizzati per la percezione tattile della forma.

Forme da toccare è un'idea progetto di Giorgio Accardo per realizzare un percorso tattile a favore dei ciechi nei musei dove le sculture sono esposte, esperienza percettiva che può essere estesa anche ai vedenti. Il progetto è associato all'esposizione del Satiro in Giappone.

Con la collaborazione del Centro Servizi Educativi della Direzione Generale per i Beni Storico-Artistici e Demoetnoantropologici saranno inoltre realizzate valigette, contenenti i modelli e le necessarie informazioni, da distribuire alle associazioni dei non vedenti.

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Tokyo

Il Satiro danzante conclude la prima parte del suo viaggio in Giappone, dove rimarrà esposto durante il mese di marzo nel Tokyo National Museum. Il Satiro giunto in Giappone grazie all'avveniristico progetto realizzato dall'ICR e all'impegno della Fondazione Italia Giappone e del giornale Youmiuri, continuerà il suo viaggio nel padiglione Italia dell'Esposizione Univer-sale di Aichi 2005.

Links

Expo 2005 Aichi
Istituto Centrale di Restauro
Mazara del Vallo
Ministero degli Affari Esteri
Ministero per i Beni e le Attività Culturali
Padiglione Italia - Expo 2005 Aichi
Regione Siciliana

Ansaldo Ricerche
Eligio Re Fraschini
Enter engineering & technological research
Fox Bit
Indiana Yachting
Montenovi
Soft-S.I.A

Credits

Il progetto "tecnologie nuove nel mondo dell'arte: dal bronzo al digitale"
è stato realizzato grazie alla collaborazione di:
MINISTERO degli AFFARI ESTERI
Commissariato Generale Governo EXPO Aichi 2005
Umberto Donati, Commissario Generale

MINISTERO per i BENI e le ATTIVITÀ CULTURALI
Dipartimento per la Ricerca, l'Innovazione e l'Organizzazione
Giuseppe Proietti, Capo del Dipartimento

Istituto Centrale per il Restauro
Caterina Bon Valsassina, Direttore
Roberto Petriaggi: direzione restauro e coordinamento
Paola Donati: restauro
Giorgio Accardo: direzione scientifica del progetto
Roberto Ciabattoni: progettazione e realizzazione
Ferdinando Provera: modello digitale 3D
Giuseppe Casu: realizzazioni video

REGIONE SICILIANA
Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione
Alessandro Pagano, Assessore
Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali di Trapani
Giuseppe Gini, Soprintendente
Rossella Giglio, Direttore Museo del Satiro

Città di Mazara del Vallo
Giorgio Macaddino, Sindaco

Si ringraziano:
ANSALDO RICERCHE: base antisismica
ELIGIO RE FRASCHINI: supporto interno di carbonio
ENTER engineering & technological research: componenti acciaio e titanio
FOX BIT: reverse engineering e rapid prototype
INDIANA YACHTING: componenti esterne di carbonio
MONTENOVI S.r.l.
SOFT-S.I.A: multimedia e www

Massimo Berretta: fotografia
Raffaella D'Amico: calchi interno e formatura materiale composito
Alessandro Fagioli: modelli in gesso ed in resina
Giovanni Santucci: Dipartimento di Meccanica e Aeronautica, Università "La Sapienza" Roma.

ENGLISH

The Dancing Satyr – New technology in the art world

Aichi 2005 EXPO – new technology in the art world

The Dancing Satyr is housed in the Italian Pavilion at the Aichi Expo, thanks to advanced restoration technology that made not only exhibiting it possible, but also its transportation.

This website was designed in order to document all the stages involved in transporting and exhibiting the Dancing Satyr, from the time it left the Museum in Mazara del Vallo, until its arrival in the Aichi Italian Pavilion at the Expo 2005 of Aichi, where it will stay until September 2005.

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The outdoor exhibit for the Italian Pavilion, whose theme is the Art of Living, includes various products that represent both technological and industrial progress and the culture of some Italian regions.

Technicians from the Central Restoration Institute and Montenovi moving the statue inside the giant, 11-metre tall pearl.

The Government’s General Commissioner, Umberto Donati, Director of the Italian Pavilion, Salvatore Damiani, and restorer Paola Donati watching the preparations by technicians from the Central Restoration Institute to place the Satyr in the centre of the pearl.

The Satyr turned vertically before starting to lift it to a height of 6 metres in line with the support bar, for displaying it in the centre of the pearl.

After having protected the statue in transit from Italy to Japan, the shell allows all the adjustments necessary for moving the Satyr to be carried out and, thanks to the system of hooks set up by technicians from the Physics Laboratory, this can now be done without having to expose the statue to the risks posed by traditional handling methods.

The statue during the lifting stage.

The statue before it was set up, using a 3,10 m tall support bar, on an anti-seismic base made by Ansaldo Ricerche.

The technicians add additional protection for the Satyr for removing the scaffolding used to position the statue in the centre of the giant pearl.

The carbon fibre "shell" is removed, after having protected the statue while in transit and while being moved about.  This makes it possible for visitors to the Italian Pavilion to admire the Satyr for the entire duration of the Aichi 2005 EXPO.

Fitting the left leg completes the final stage in setting up the Satyr.  From left to right: Gian Piero Jacobelli, Director of the cultural project for the Italian Pavilion, Umberto Donati, General Commissioner, and Salvatore Calamusa, the Satyr’s curator at the Museum in Mazara del Vallo watching the final stages of setting up the Satyr.

Raffaella D’Amico and Roberto Ciabattoni carry out final checks on the Dancing Satyr.

Final testing of the lighting system set up in the giant pearl.

A play of light and shadow shows off the Satyr and simulates its dance inside the giant pearl.

The Italian Pavilion provides a stunning exhibition, combining some works of art and autochthonous technology.  In the background, the giant pearl built to house the Satyr while it is being exhibited.  Screens were set up on the walls of the Pavilion for projecting videos and images depicting Italy.  Part of the Pavilion intended to provide a visual representation of some regions of Italy. The photo shows the Friuli Venezia Giulia region.  Tuscany Region Exhibit. Puglia Region Exhibit. 

Piedmont Region Exhibit.

Campania Region Exhibit.

Calabria Region Exhibit.

Veneto Region Exhibit.

Sicily Region Exhibit.

The Italian Pavilion also allows visitors to view numerous works by contemporary Italian artists.  Photo – artist:  Giuliano Vangi – work:  Ragazza con il vestito blu [Girl in a blue dress] – 1992 – marble, granite and other multi-coloured stones.  Collection:  Ministry of Foreign Affairs.

Photo – artist: Michelangelo Pistoletto L’Etrusco – work:  Bronzo e specchio [Bronze and mirror] – year: 1992. Collection: Ministry of Foreign Affairs.

Photo – artist: Fabrizio Plessi – Mare orizzontale [Horizontal sea] – 1976 – two monitors mounted on an iron structure – Bologna – Collection: Alessia Calarota 

Photo – artist: Luciano Vistosi – Sole [Sun] – 1992 – glass mounted on a metal structure.  Murano.  Collection: Luciano Vistosi

Photo – artist: Fabrizio Corneli – Satiro [Satyr] – 2005 – painted brass.

The “Caffè Torino” is situated in on the first floor. This space is set aside for tasting coffees and fine Italian wines, as well as pleasant musical entertainment. 

During a concert at the “Caffè Torino”. 

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The Dancing Satyr

The Dancing Satyr was found in the Sicily Canal on 4th March 1988.  Its arms and right leg, which supported it, were missing, and the left leg had been separated from the body.  Restoration involved solving the problem of reassembling the detached parts, a support for exhibiting the Satyr in a museum, and the damaged caused by the bronze corroding and the considerable marine concretions.

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The Dancing Satyr:  detail of the face and hair after restoration.

The statue was found during a fishing contest, by fishermen on board of the “Capitan Ciccio” between Capo di Bon and Mazara del Vallo, at a depth of more than 450 metres.

The “Capitan Ciccio” fishing boat in the port at Mazara del Vallo, where the statue is housed in the church of St. Egidius, which has been turned into a museum.

The statue, two metres tall and weighing about one hundred kilograms, at the time it was found, still wrapped in the fishing nets.  The statue was initially housed in the Multi-purpose Cultural Centre in Mazara del Vallo for initial inspection.  Subsequently, it was moved to the Central restoration Institute in Rome.

Restoration work was directed by Roberto Petriaggim with financing being provided by the Europa Metalli SpA Company (SMI Group).  The Satyr’s left leg remained detached until the work had been completed.  Ansaldo Ricerche built an anti-seismic base to a design by Claudio Mazzieri, for the museum in Mazara del Vallo and for exhibiting the work in Japan.

A rotating worktop, designed by Giorgio Raselli and Giovanni Santucci and built by CMB Bonifazi, made it possible to move the statue safely throughout cleaning and restoration work on the bronze.

The bronze statue showed corrosion markings that were uneven in terms of colouration, thickness, and consistency.  The surface also appeared to be covered in concretions and marine sediments of various kinds (serpulidae, madrepore, and bivalvia).  The picture shows the state of the surface before, during, and after restoration.

Paola Donati – restorer at the ICR – during the restoration works.

On completion of the works the statue was treated to guard against corrosion, using Benzotriazolo with 3% ethyl alcohol.  This treatment was applied by brush a number of times until it had been completely imbibed by the metal.  Besides being necessary to preserve the piece, this also improved the appearance of the surface patina, which had been damaged by corrosion, making the hues more uniform.

The very porous surface had to be consolidated using Paraloid B 72, dissolved in a mixture of 64% Mek and 36% Octane.  This solidifier made all the areas that had lost their outer layer more compact and solid.  The fact that the leg that supported the statue was missing meant that an internal support structure had to be designed and built, to allow the Satyr to be exhibited properly.

Neo-Attic bas-relief, one of the numerous iconographic comparisons that are possible, with Menade and the Dancing Satyr (mid 1st century A.D. inv. 6705 Ducal Palace – Mantua).

This statue, made using the traditional lost-wax casting method was attributed to Prassitele by Paolo Moreno (Professor of Archaeology and the History of Greek and Roman Art at Rome’s Tre University).  Not all students agree on the fact that the bronze statue found may be of Greek origin. 

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Laser scanning

In order to study the inner support system in order to restore the statue to a formal unit and to allow it to be exhibited, a 3-D digital model of the Satyr was made, using new reverse engineering and rapid prototyping processes based on 3-D laser scanning.

The Laser ray is directed into the statue's surface and measures the x, y, and z coordinates of millions of points.  This means that the shape of the Satyr can be transferred from the bronze’s material dimensions to immaterial geometrical dimensions.

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The Laser ray while 3-D scanning the surface.

During scanning the Laser ray moves along horizontal lines, as can be seen in the film footage.

The 3-D laser scanner used by the Physics Laboratory at the Central Restoration Institute in collaboration with Fox Bit of Naples, in the process of detecting the shape and acquiring the data required for constructing the corresponding 3-D digital model.

The "diffinitor" designed by Leon Battista Alberti (Genoa 1404 - Rome 1472) used by artists to take the measurements required to work on a sculpture properly, predated modern technology by 600 years. 

The "clouds" of points obtained from the various angles from which the piece is scanned, are displayed on the computer monitor in different colours. 

Detail of the face.

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The 3-D digital model

When combined, the “clouds of points” make up the 3-D digital model of the Satyr.  The coordinates measured are used to display the piece on the computer as well as for any applications of use for the restoration, preservation, and fruition of the work of art.

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Given the high frequency of surface measurements taken (up to 10 points per millimetre) the images must subsequently be enlarged to make it possible to appreciate the geometric distribution of the points in space.

Detail of the eye and nose.

Detail of the eye enlarged to twice the actual size.

Ferdinando Provera busy processing the 3-D digital model.

All of the "clouds" of points acquired can be put together to make up the 3-D digital model of the entire statue. 

Comparing the original face with that of the model gives an indication of the geometric conformity.

Recomposition of the statue is simulated by translating the x, y, and z coordinates for points on the left leg.  

The left leg was mirrored to produce a right leg as well, making it possible to formulate possible hypotheses for reconstructing the missing leg.

The 3-D model of the surface is made using mesh.  This is a network of triangular polygons obtained by interpolating all the points on the model.  The size of the triangles is the measure of the degree to which the model can be represented and the surface displayed.

The images show the rendering on the digital model but, since they are static, they are limited to a few viewing points and only allow a partial appreciation of its three-dimensionality. 

The 3-D model of the Dancing Satyr following virtual reconstruction of the left leg.  The model’s three-dimensionality can only be appreciated when it is moved on the computer monitor in order to be viewed from all of the viewing angles required.

When the Satyr is rotated about its own axis, a spherical surface is generated.  This is highlighted by the arc of the circumference that can be viewed from two symmetrical positions.

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The Prototype

A mesh of the connected triangular polygons is formed by interpolating all the points mathematically.  The surface generated in this way defines the artistic shape that can be used as a matrix, for making a Prototype of the statue, using new automatic rapid prototyping procedures.

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The prototype is made up of parallel sections, using an automatic fabrication process that solidifies 0,1 mm thick layers of gypsum powder.  The surface of the prototype shows the lines of passage from one layer to the next.  The physical model also shows the marine concretions that were on it at the time the 3-D digital scanning took place, before restoration.

The prototype can be made to the size scale required, which can be equal to, smaller than, or larger than the actual size.

Current rapid prototyping methods do not allow shapes to be created that occupy a volume that exceeds 50x50x50 cm.  In order to create a 1:1 scale prototype of the Satyr, the 3-D digital model was broken down into 6 parts. 

The 6 parts after virtual separation.

This shows how the 3-D (rapid prototyping) “printer” forms the pieces of the face and torso.

More parts of the Satyr during the automatic fabrication process. 

The master moulder, Alessandro Fagioli, combined the 6 prototyped parts to form a physical 1:1 scale model. 

Having combined all the prototype parts, traditional moulding methods were used to make a silicone resin cast, which was used to make a plaster model that in turn was used to construct the support and protective devices. 

The plaster model after the surface had been finished by hand. 

Finishing the surface of the prototype by hand also meant that a true copy could be produced without having to subject the original statue to the risks related with direct casts.  This means that the Satyr’s shape will still be kept in the Mazara del Vallo Museum, for the 6 months that the original is on display at the Aichi 2005 EXPO in Japan.

-- end --

The support system

The Prototype and the 3-D digital model are useful for designing the system to be used to reconstruct the detached leg before doing any work on the original, in order to reinstate the Satyr's unity of form and to show it standing on its feet.

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The digital and physical models were used to develop the reversible assembly system used to present the Satyr standing up.

The physical model, which shows a schematic view of the solution adopted for constructing the first support system designed and built by Giorgio Raselli, Giovanni Santucci, and CMB Bonifazi, made it possible to check the validity of the assembly system before it was used on the original statue.

The new support system positioned inside the statue was made of layered carbon fibre, with the help of Eligio Re Fraschini. 

The mechanical devices used to replace the detached leg were made of titanium and ergal by Enter Engineering & Technological Research. 

In order to make the supports that are located inside the statue, Raffaella D’Amico made silicone casts of the inside of the shoulders and Paola Donati made those of the inside of the calf.

The moulds made from the casts of the inside were used to construct the carbon supports.

The restorer Raffaella D’Amico, who made the casts of the inside, during a trial positioning of the supports inside the statue.

The completed supports, in position inside the Satyr.

Stages in layering the carbon fibres carried out to make the internal supports.

The Satyr’s face seen from the inside - photograph by Roberto Ciabattoni.

Many traces of the works procedures used can be seen on the internal surface of the cast of the casting, and give important indications as to how the artist may have worked.

Experts have not yet reached a unanimous agreement on how these traces should be interpreted.  Some maintain that they are due to the canes used in the moulding phase before the wax was modelled, in order to support the internal core of the casting and to improve its loadbearing function.  This theory is compatible with the viewpoint that the statue was made using a direct procedure.

Others believe that the traces are due to the marks left by the spatulas used when shaping the wax.  This theory suggests that the statue was made using an indirect procedure.

One support theory looked at involves the possible reconstruction of the missing leg. 

-- end --

The protective devices

The shell is intended to house and protect the statue, like a case for a precious cello, whenever it is moved.

-- Captions: --

Fitting the protective "shell" around the Satyr.

The plaster model during preparations before working with the carbon fibres.

The model is divided into 4 parts for making the protective "shell".

Carbon lamination and layering phases.

Applying the layered carbon on the model.

Layering the carbon directly on the model.

Applying the detaching agent.

On completion of the lamination procedure, preliminary work begins on preparing the vacuum bag.

Preparing the vacuum bag.

The model while the vacuum is applied, in order to further consolidate the layered carbon.

The layered carbon protective "shell" after the vacuum was applied.

Cutting the carbon to separate the "shell".

Two parts of the "shell" after cutting.

Preliminary testing of the front shield.

Preliminary testing of the "shell" around the Satyr. 

Giorgio Accardo and Roberto Ciabattoni checking the alignment of the "shell".

Final checking before proceeding with final positioning of the plates for joining the 4 shields.

Constructing the reinforcing and joining plates for the 4 parts.

Fitting the finished "shell" around the Satyr.

Tests for handling the Satyr with the "shell" in place.

Technicians from the Montenovi Company while lifting the statue.

-- end --

Touch shapes

The Dancing Satyr can also be made available to the blind, because the geometry of the prototypes made in this way is the same as the shape of the original statue.  This means that the blind person can use their sense of touch to appreciate the artistic shape using the physical model and not putting the original in any danger of being damaged.

-- Captions: --

The 1:1 scale model can also be used to make a copy for study purposes and for tactile contact.

Representatives of the Italian Association of the Blind - models of various scales, made for studying the shape by touch.

“Touch shapes" is an idea put together by Giorgio Accardo to create a tactile visit for the blind to the museums in which the sculptures are on exhibition.  This experience can also be extended to seeing visitors. This project is linked with the exhibition of the Satyr in Japan. 

Kits containing models and all the necessary information will be put together in collaboration with the Educational Services Centre of the Direzione Generale per i Beni Storico-Artistici e Demoetnoantropologici, for distribution to associations for the blind.

-- end --

Tokyo

The Dancing Satyr completes the first leg of its trip to Japan, where it will be exhibited for the month of march in the Tokyo National Museum.   The Satyr was taken to Japan thanks to the futuristic project put together by the ICR and the involvement of the Italy-Japan Foundation and the Youmiuri newspaper, and will continue its journey to the Italian Pavilion at the Universal Aichi 2005 EXPO. 

-- Captions: --

The crate made by the Montenovi Company for transporting the Dancing Satyr, inside the Tokyo National Museum.

The workgroup from the Central Restoration Institute with Cristiano and Massimiliano Montenovi before the crate was opened.

Technicians from the ICR just before the crate carrying the Satyr was opened.

The crate just after it was opened.

5. Mazara del Vallo’s Dancing Satyr is in Tokyo.

Checking by the ICR technicians begins.

The Satyr is taken to the hall in the Tokyo National Museum in which it will be exhibited.  The scaffolding for moving it has already been prepared.

Operations to place it on its anti-seismic base begin.

Safe handling of the Satyr, thanks to the protective "shell".

The Satyr in mid-air before being positioned on its base. 

The Satyr in position on the anti-seismic base.

Operations begin to remove the shields used during transportation and handling.

The futuristic carbon fibre body made by the Physics Laboratory of the ICR, inside the crate used to transport the statue from Mazara del Vallo to the Tokyo National Museum.

The leg is prepared that will be fitted using the new titanium and carbon fibre fixing system created by the Physics Laboratory of the ICR in collaboration with  ENTER Engineering & Technological Research.

ICR technicians connect the leg to the statue positioned on its anti-seismic base.

Raffaella D'Amico, Ferdinando Provera and Roberto Ciabattoni making the final adjustments for connecting the statue to the statue.

Final checking of the correct positioning of the leg.

Installation of the Dancing Satyr inside the museum is complete.

The first visitors.  From the outset the statue attracted 2,000 to 4,000 visitors per day. 

A section for the blind was set up in the museum, with scale reproductions of the Dancing Satyr, produced using the digital model.  A 1:5 scale bronze model.

A group of people touching another 1:2 scale model of the Satyr.  Giorgio Accardo decided to extend the “Touch shapes” project to seeing visitors as well.

The same tactile visit was also created in the Mazara del Vallo Museum.

-- end --

Video: Video made for the Aichi 2005 EXPO
Director: Giuseppe Casu
Music: Ferdinando Provera

Credits

The exhibiting of the Dancing Satyr at the Tokyo National Museum and Aichi 2005 EXPO was due to the collaboration between the MINISTRY OF FOREIGN AFFAIRS, the Government’s general Commissioner, and Aichi 2005 EXPO.
Umberto Donati, General Commissioner

MINISTRY of CULTURAL HERITAGE and ACTIVITIES
Research, Innovation and Organisation Department
Giuseppe Proietti, Head of Department

Istituto Centrale di Restauro [Central Restoration Institute]
Caterina Bon Valsassina, Director

SICILIAN REGIONAL AUTHORITY
Department of Cultural and Environmental Heritage and Public Education
Alessandro Pagano, Councillor

Trapani Cultural and Environmental Heritage Superintendency
Giuseppe Gini, Superintendent
Rossella Giglio, Director of the Satyr Museum -

City of Mazara del Vallo
Giorgio Macaddino, Mayor

“New technologies in the art world - from bronze to digital” is a project that made it possible for the satyr to travel to Japan and it was put together by the  Central Restoration Institute – Physics and Environmental Testing Laboratory
Giorgio Accardo: Scientific director on the project
Roberto Ciabattoni: design and fabrication
Ferdinando Provera: 3-D digital model
Giuseppe Casu: video footage
Nucleo Archeologia Subacquea [Archaeological Diving Club]
Roberto Petriaggi: restoration and coordination management
Paola Donati: restoration

With technical and scientific assistance from:
Niklas Andersson: Web, multimedia and graphics coordinator
Massimo Berretta: photography
Raffaella D'Amico: internal casts and shaping of composite material
Alessandro Fagioli: plaster and resin models
Giovanni Santucci: Mechanical and Aeronautical Department of Rome’s “La Sapienza” University.

and the sponsors:

ANSALDO RICERCHE: anti-seismic base
ELIGIO RE FRASCHINI: internal carbon support
Enter Engineering & Technological Research: steel and titanium components
FOX BIT: reverse engineering and rapid prototype
INDIANA YACHTING: external carbon components
MONTENOVI: transportation and handling
SOFT-S.I.A: multimedia and www

Any reproduction, albeit partial, of the images and texts contained on this website is forbidden.

ESPAÑOLO

Il Satiro danzante - Tecnologías nuevas en el mundo del arte

Il satiro danzante de Mazara del Vallo

Bienvenido al sitio que ilustra las tecnologías utilizadas para transportar y exponer Il Satiro danzante en Japón, en la Expo de Aichi 2005.

Instituto Central para la Restauración - Laboratorio de física

Dirección científica: Giorgio Accardo

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Il Satiro Danzante de Mazara del Vallo

EXPO Aichi 2005 - nuevas tecnologías en el mundo del arte

Il Satiro Danzante se encuentra en el Pabellón italiano de la Expo de Aichi, gracias a las avanzadas técnicas de restauración que han consentido no sólo su exposición sino también su transporte.

Este sitio se ha realizado con el objetivo de proporcionar una documentación de todas las fases inherentes al transporte y a la exposición de Il Satiro danzante, desde el momento de su salida del Museo de Mazara del Vallo hasta su llegada al Tokyo National Museum y hasta el Pabellón italiano de Aichi donde permanecerá hasta el mes de septiembre del 2005.

Leyendas:

La decoración externa del Pabellón italiano, cuyo tema es el Arte de Vivir, presenta varios productos característicos tanto del progreso tecnológico-industrial como de la cultura de algunas regiones italianas.

Los técnicos del Instituto Central para la Restauración y los técnicos de la Montenovi trasladan la estatua al interior de la perla gigante de 11 metros de altura.

El Comisario General del Gobierno, Umberto Donati, el Director del Pabellón italiano, Salvatore Damiani, y la restauradora Paola Donati mientras asisten al trabajo de preparación que los técnicos del ICR tienen que efectuar para colocar Il Satiro danzante en el centro de la perla.

Il Satiro danzante girado en posición vertical antes de iniciar la fase de levantamiento que situará la estatua a 6 metros de altura, en posición coaxial con el asta de soporte, para su exposición en el centro de la perla.

La coraza, después de haber protegido la estatua durante su transporte de Italia a Japón, permite efectuar todos los ajustes necesarios para el desplazamiento de Il Satiro danzante que, gracias al sistema de enganches preparados por los técnicos del Laboratorio de Física, ahora se pueden llevar a cabo sin necesidad de someter a la estatua a los riesgos de las manipulaciones tradicionales.

La estatua durante la fase de levantamiento.

La estatua antes de su colocación, a través del asta de soporte de 3,10 m de altura, sobre la base antisísmica realizada por la Ansaldo Ricerche.

Los técnicos colocan sobre Il Satiro danzante otra protección durante la eliminación del andamio utilizado para situar la estatua en el centro de la perla gigante.

La coraza, de fibra de carbono, después de haber protegido la estatua durante el transporte y los diversos desplazamientos, se saca: de esta forma, los visitantes del Pabellón italiano podrán admirar Il Satiro danzante durante toda la EXPO 2005 de Aichi.

El montaje de la pierna izquierda completa la última fase de preparación de Il Satiro danzante. De izquierda a derecha: Gian Piero Jacobelli, director del proyecto cultural del Pabellón Italia, el Comisario General Umberto Donati y Salvatore Calamusa, guardián de Il Satiro danzante en el Museo de Mazara del Vallo, mientras observan las últimas fases de la instalación de Il Satiro danzante.

Raffaella D'Amico y Roberto Ciabattoni efectúan los últimos controles en Il Satiro danzante.

Las pruebas finales de funcionamiento de la instalación de iluminación preparada en la perla gigante.

Un juego de luces y de sombras muestra Il Satiro danzante y simulan su danza en el interior de la perla gigante.

El Pabellón italiano ofrece un espectáculo sugestivo mezclando algunos ejemplos del arte y de la tecnología autóctona. En el fondo vemos la perla gigante creada para albergar a Il Satiro danzante durante su exposición. En las paredes del Pabellón se han colocado pantallas para la proyección de videos y de imágenes representativas de Italia. Una parte del Pabellón está dedicado a la representación visual de algunas regiones italianas.En la foto, la región Friuli Venezia Giulia.

Exposición de la región Toscana.

Exposición de la región Puglia.

Exposición de la región Piemonte.

Exposición de la región Campania.

Exposición de la región Calabria.

Exposición de la región Veneto.

Exposición de la región Siciliana.

El Pabellón italiano ofrece también la visión de numerosas obras de artistas italianos contemporáneos. En la foto – autor: Giuliano Vangi, obra: Muchacha con el vestido azul; 1992, mármol, granito y otras piedras policromas. Colección: Ministerio de Asuntos Exteriores.

En la foto - autor: Michelangelo Pistoletto L'Etrusco, obra: Bronce y espejo; año: 1992. Colección: Ministerio de Asuntos Exteriores.

En la foto – autor: Fabrizio Plessi, Mar horizontal, 1976, dos pantallas montadas sobre una estructura de hierro, Bolonia, colección de Alessia Calarota.

En la foto – autor: Luciano Vistosi, Sol, 1992, cristal montado sobre una estructura de metal. Murano, colección de Luciano Vistosi

En la foto – autor: Fabrizio Corneli, Sátiro, 2005, latón barnizado.

En el primer piso está situado el "Caffè Torino", un espacio dedicado a la degustación de café y de óptimos vinos italianos, además de agradables entretenimientos de carácter musical.

Durante un concierto en el "Caffè Torino".

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Il Satiro danzante

Il Satiro danzante se encontró el 4 de marzo del 1998 en las aguas del canal de Sicilia sin los brazos, sin la pierna derecha, la portante, y con la pierna izquierda separada del cuerpo. La restauración ha tenido que resolver el problema de la recomposición de las partes separadas, del soporte para la exposición de Il Satiro danzante en un museo y los problemas de degradación provocados por la corrosión del bronce y por las vistosas concreciones marinas.

Leyendas:

Il Satiro danzante: detalle del rostro y de los cabellos después de la restauración.

La estatua la encontraron los pescadores del pesquero "Capitan Ciccio" a más de 450 metros de profundidad, durante una batida de pesca llevada a cabo entre el Cabo de Bon y la población de Mazara del Vallo.

El pesquero "Capitan Ciccio", en el puerto de Mazara del Vallo, donde la estatua está colocada en el interior de la iglesia de S. Egidio destinada a museo.

La estatua, que mide dos metros de altura y pesa aproximadamente cien quilos, cuando la encontraron, todavía envuelta en la red de pescar. La estatua se colocó inicialmente en el Centro Polivalente de Cultura de Mazara del Vallo para permitir las primeras inspecciones. Sucesivamente se trasladó al Instituto Central para la Restauración de Roma.

La restauración se efectuó bajo la dirección de Roberto Petriaggi y con la contribución económica de la Sociedad Europa de Metales SpA (Grupo SMI). Il Satiro danzante permaneció con la pierna izquierda separada del cuerpo hasta que se completó la intervención. Ansaldo Ricerche, con el proyecto de Claudio Mazzieri, ha realizado la base antisísmica para el museo de Mazara del Vallo y para la exposición en Japón.

Una mesa de trabajo giratoria, proyectada por Giorgio Raselli y Giovanni Santucci, y realizada por CMB Bonifazi, ha permitido mover la estatua con seguridad, durante todo el trabajo de limpieza y de restauración del bronce.

La estatua de bronce presentaba pátinas de corrosión heterogéneas en cuanto a la coloración, el grosor y la consistencia. Además la superficie aparecía cubierta de concreciones y sedimentos marinos de distinta naturaleza (sérpulas, madréporas, bivalvos). La imagen muestra el estado de la superficie antes, durante y después de la restauración.

Paola Donati – restauradora del ICR - durante el trabajo de restauración.

Al final de la intervención se efectuó un tratamiento de inhibición de la corrosión, con Benzotriazol al 3% en alcohol etílico. El tratamiento con pincel se ha repetido varias veces hasta la inhibición completa del metal. Con este procedimiento, necesario para la conservación, se ha mejorado también el aspecto estético de la pátina superficial deteriorada por los procesos de corrosión, uniformando su tonalidad.

La superficie, muy porosa, necesitó una consolidación mediante Paraloid B-72 disuelto en una mezcla de Mek al 64% y octano al 36%. El consolidante compactó y solidificó en general todas las zonas que habían perdido la capa externa. La ausencia de la pierna portante hizo necesario el diseño y la realización de una estructura interna de soporte para permitir la exposición de Il Satiro danzante.

Bajorrelieve neoático, una de entre las numerosas comparaciones iconográficas posibles, con Menade e Il Satiro danzante (de mitad del s. I d.C. inv. 6705 Palazzo Ducale de Mantua).

Paolo Moreno (Profesor de Arqueología e Historia del Arte Griega y Romana en la Universidad de Roma Tre) ha atribuido la estatua, realizada según el procedimiento tradicional de la fusión con cera persa, a Prassitele. No todos los estudiosos están de acuerdo sobre el hecho que el bronce encontrado pueda ser el original griego.

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La escansión láser

Para estudiar el sistema interno de soporte necesario para restituir una unidad formal a la estatua y a su exposición se ha generado un modelo digital 3D de Il Satiro danzante, recurriendo a los recientes procesos de “reverse engineering” y "rapid prototyping" basados en la escansión láser 3D.

El rayo del Láser, enviado sobre la superficie de la estatua, mide las coordenadas xyz de millones de puntos. De esta manera la forma de Il Satiro danzante se puede trasladar de la dimensión material del bronce a la dimensión inmaterial de la geometría.

Leyendas:

El rayo láser durante la escansión 3D de la superficie.

Durante la escansión el rayo del láser se mueve según líneas horizontales, como se puede ver en la filmación.

El escáner láser 3D utilizado por el Laboratorio de Física del Instituto Central para la Restauración en colaboración con la Fox Bit de Nápoles durante el relieve de la forma y la adquisición de los datos necesarios para construir el correspondiente modelo digital 3D.

El "diffinitor" de Leon Battista Alberti (Génova 1404 - Roma 1472), utilizado por los artistas para tomar las medidas necesarias para poder trabajar correctamente en la escultura, anticipa las modernas tecnologías de 600 años.

Las "nubes" de puntos, obtenidas desde los diversos ángulos desde donde se efectúa la escansión, se visualizan en la pantalla del ordenador con colores distintos.

Detalle del rostro.

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El Modelo digital 3D

Las "nubes de puntos", unidas juntas, forman el modelo digital 3D de Il Satiro danzante que, gracias a las coordinadas, se puede visualizar en la pantalla del ordenador y se puede utilizar para cualquier aplicación útil para la restauración, la conservación y el disfrute de la obra de arte.

Leyendas:

Considerando la elevada frecuencia de muestreo de la superficie (hasta 10 puntos por milímetro) es necesario efectuar ampliaciones sucesivas para poder apreciar la distribución geométrica de los puntos en el espacio.

Detalle del ojo y de la nariz.

Detalle del ojo ampliado 2 veces su tamaño real.

Ferdinando Provera en una fase de elaboración del modelo digital 3D.

Todas las "nubes" de puntos adquiridas se tienen que unir juntas para formar el modelo digital 3D de la estatua entera.

La comparación entre el rostro del original con el del modelo proporciona una medida de la conformidad geométrica.

Trasladando las coordenadas xyz de los puntos de la pierna izquierda se simula la recomposición de la estatua.

Aplicando una técnica de “mirroring” a la pierna izquierda se ha obtenido también la pierna derecha, para formular posibles hipótesis de reconstrucción de la pierna que falta.

El modelado plástico de la superficie se genera a través de la “mesh”, una red de polígonos triangulares obtenida a partir de la interpolación de todos los puntos del modelo. La dimensión de los triángulos es una medida del grado de cuantización que se puede alcanzar para representar el modelado y visualizar la superficie.

Las imágenes muestran el “rendering” del modelo digital pero, al ser estáticas, están limitadas a pocos puntos de vista y permiten apreciar sólo en parte la tridimensionalidad.

El modelo digital 3D de Il Satiro danzante después de la recomposición virtual de la pierna izquierda. La tridimensionalidad se puede apreciar bien sólo cuando el modelo se desplaza a la pantalla del ordenador para observarlo desde el punto de vista que interesa.

La rotación de Il Satiro danzante alrededor del mismo eje genera una superficie esférica que queda evidenciada por el arco de circunferencia que se puede observar desde dos posiciones simétricas.

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El Prototipo

La interpolación matemática de todos los puntos construye una malla de polígonos triangulares conectados (mesh). La superficie generada de esta forma define la forma artística que se puede utilizar, como una matriz, para realizar el Prototipo de la estatua, a través de nuevos procedimientos automáticos de prototipación rápida.

Leyendas:

El prototipo se realiza por secciones paralelas, a través de un proceso automático de elaboración que solidifica capas de polvo de yeso de 0.1 mm de grosor. La superficie del prototipo muestra las líneas de paso de una capa a la otra. El modelo físico propone de nuevo también las concreciones marinas que se encontraban presentes en el momento del relieve digital 3D efectuado antes de la restauración.

El prototipo se puede construir en la escala dimensional deseada que puede ser igual, menor o mayor que la verdadera.

Con los sistemas actuales de “rapid prototyping” no se pueden realizar formas que ocupen un volumen superior a 50x50x50 cm. Para poder realizar el prototipo de Il Satiro danzante en escala 1:1, el modelo digital 3D se ha dividido en 6 partes.

Las 6 partes después de la separación virtual.

Aquí vemos cómo la "impresora" 3D (“rapid prototyping”) forma las partes del rostro y del torso.

Diversas partes de Il Satiro danzante durante el proceso automático de elaboración.

El maestro formador, Alessandro Fagioli, ha unido las 6 partes prototipadas, para obtener un modelo físico en una escala 1:1.

Después de haber reunido las partes del prototipo, siguiendo los métodos tradicionales de modelado, se ha realizado una reproducción en resina silicónica, para poder realizar un modelo de yeso que se pueda utilizar para la construcción del soporte y de los dispositivos de protección.

El modelo de yeso después del acabado a mano de la superficie.

El acabado manual de la superficie del prototipo ha llevado también a la realización de una reproducción fiel sin la necesidad de someter la estatua original a los riesgos de la reproducción directa. De esta manera la forma de Il Satiro danzante estará presente en el Museo de Mazara del Vallo, durante los 6 meses en los que el original permanecerá expuesto en la EXPO de Aichi 2005, en Japón.

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El Sistema de soporte

El Prototipo y el Modelo digital 3D son útiles para proyectar y verificar, antes de intervenir sobre el original, el sistema de recomposición de la pierna separada necesario para restituir una unidad formal a Il Satiro danzante y a su presentación de pie.

Leyendas:

El modelo digital y el modelo físico han servido para desarrollar el sistema de montaje reversible utilizado para presentar Il Satiro danzante de pie.

El modelo físico, que en este caso reproduce de forma esquemática la solución adoptada para la construcción del primer sistema de soporte, proyectado y realizado por Giorgio Raselli, Giovanni Santucci y la CMB Bonifazi, ha permitido verificar la validez del sistema de montaje, antes de su aplicación sobre la estatua original.

El nuevo sistema de soporte colocado en el interior de la estatua se ha realizado en fibras de carbono en capas con la colaboración de la Eligio Re Fraschini.

Los dispositivos mecánicos que han permitido colocar de nuevo la pierna separada se han realizado con titanio y ergal de la Enter engineering & technological research.

Para la construcción de los soportes, que están situados en el interior de la estatua, Raffaella D'Amico ha realizado reproducciones de silicona en el interior de los hombros y Paola Donati en el interior de la pantorrilla.

Para la construcción de los soportes de carbono se han utilizado las contraformas derivadas de las reproducciones del interior.

La restauradora Raffaella D'Amico, que ha realizado las reproducciones del interior, durante una prueba de posicionamiento de los soportes en el interior de la estatua.

Los soportes realizados, colocados en el interior de Il Satiro danzante.

Fases de estratificación de las fibras de carbono seguidas para la realización de los soportes internos.

El rostro de Il Satiro danzante visto desde el interior: fotografía de Roberto Ciabattoni.

Muchos restos de los procedimientos operativos seguidos para la realización de la obra pueden observarse sobre la superficie interna del chorro de fusión y constituyen indicios importantes para entender cómo puede haber trabajado el artista.

Los expertos todavía no han llegado a un juicio unánime sobre la interpretación de estos restos. Algunos consideran que son debidos a las cañas utilizadas, en la fase de modelado anterior al modelado de la cera, con el objetivo de sostener el núcleo interno de fusión y mejorar su función portante. Esta hipótesis es compatible con los que consideran que la estatua se ha realizado siguiendo un procedimiento directo.

Otros consideran que estos restos son debidos a las señales de las espátulas utilizadas durante el modelado de la cera. Esta hipótesis es compatible con la realización de la estatua según un procedimiento indirecto.

Una de las hipótesis de soporte estudiadas está representada también por la posible reconstrucción de la pierna que falta.

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Los dispositivos de Protección

La coraza está destinada a contener y proteger la estatua, como la funda de un valioso violonchelo, cada vez que se tiene que transportar.

Leyendas:

Aplicación de la "coraza" protectiva a Il Satiro danzante.

El modelo de yeso durante las fases de preparación preliminares a las elaboraciones de las fibras de carbono.

Subdivisión en 4 partes del modelo para la construcción de la "coraza" de protección.

Fases de elaboración para la laminación y la estratificación del carbono.

Aplicación del carbono en capas sobre el modelo.

Estratificación del carbono efectuada directamente sobre el modelo.

Aplicación del separador.

Al final de la laminación se lleva a cabo la elaboración de los preliminares para la preparación del saco al vacío.

Preparación del saco al vacío.

El modelo durante le ejecución del vacío realizado para obtener una consolidación mejor del carbono en capas.

La "coraza" protectiva de carbono en capas después de haber efectuado el vacío.

Corte del carbono para la partición de la "coraza".

Dos partes de la "coraza" obtenidas después del corte.

Prueba preliminar del escudo anterior.

Pruebas preliminares de la "coraza" en Il Satiro danzante.

Giorgio Accardo y Roberto Ciabattoni mientras verifican el equilibrio de la "coraza".

Verificación final efectuada antes de llevar a cabo los trabajos finales de emplazamiento de los tabiques para la unión de los 4 escudos.

Construcción de los tabiques de refuerzo y de acoplamiento de las 4 partes.

Aplicación de la "coraza" acabada en Il Satiro danzante.

Pruebas de desplazamiento de Il Satiro danzante con la "coraza" montada.

Los técnicos de la Empresa Montenovi durante una fase de levantamiento de la estatua.

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Formas que se pueden tocar

El disfrute de Il Satiro danzante se podrá extender también al público de personas invidentes porque la geometría de los prototipos realizados de esta forma es coherente con la forma de la estatua original. De esta forma, la experiencia táctil a través de la cual el ciego percibe la forma artística, se puede conducir al modelo físico sin necesidad de someter el original a ningún riesgo de desperfectos.

Leyendas:

El modelo en escala 1:1 puede utilizarse también para realizar la reproducción, poderla estudiar y permitir la percepción táctil.

Representantes de la Asociación Italiana de Ciegos: modelos, a escalas diversas, realizados para la percepción táctil de la forma.

"Formas para tocar" es un idea proyecto de Giorgio Accardo para realizar un recorrido táctil en favor de los ciegos en los museos donde las esculturas están expuestas, una experiencia perceptiva que se puede extender también a los videntes. El proyecto está asociado con la exposición de Il Satiro danzante en Japón.

Con la colaboración del Centro de Servicios Educativos de la Dirección General para los Bienes histórico-Artísticos y Demoetnoantropológicos se realizarán además maletas que contendrán los modelos y las informaciones necesarias, que se distribuirán a las asociaciones de invidentes.

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Tokyo

Il Satiro danzante concluye la primera parte de su viaje en Japón, donde permanecerá expuesto durante el mes de marzo en el Tokyo National Museum. Il Satiro danzante, que ha llegado a Japón gracias al proyecto futurista realizado por el ICR y al compromiso de la Fundación Italia Japón y del periódico Youmiuri, continuará su viaje en el pabellón italiano de la Exposición Universal de Aichi 2005.

Leyendas:

La caja para transportar Il Satiro danzante, realizada por la empresa Montenovi, en el interior del Tokyo National Museum.

El grupo de trabajo del Instituto Central para la Restauración junto a Cristiano y Massimiliano Montenovi antes de la apertura de la caja.

Los técnicos del ICR mientras están a punto de abrir la caja que contiene Il Satiro danzante.

La caja acabada de abrir.

Il Satiro danzante de Mazara del Vallo está en Tokyo.

Inician los controles por parte de los técnicos del ICR.

Il Satiro danzante se lleva a la sala del Tokyo National Museum donde se expondrá. Ya se ha preparado el andamio para poderlo desplazar.

Inician las operaciones para su instalación sobre la base antisísmica.

El desplazamiento seguro de Il Satiro danzante gracias a la "coraza" protectiva.

Il Satiro danzante colgado antes de colocarlo en el soporte.

Il Satiro danzante colocado sobre la base antisísmica.

Inician las operaciones para sacar los escudos que se han utilizado para transportarlo y desplazarlo.

El futurista corpiño de fibra de carbono, realizado por el ICR - laboratorio de física, en el interior de la caja utilizada para el transporte desde Mazara del Vallo hasta el Museo Nacional de Tokyo.

Se prepara la pierna que se montará gracias al nuevo sistema de montaje de titanio y de fibras de carbono realizado por el ICR Laboratorio de Física con la colaboración de la ENTER engineering & technological research.

Los técnicos del ICR mientras siguen el montaje de la pierna a la estatua situada sobre la base antisísmica.

Raffaella D'Amico, Ferdinando Provera y Roberto Ciabattoni mientras llevan a cabo los últimos ajustes para el montaje de la pierna a la estatua.

La verificación final de la posición correcta de la pierna.

La instalación de Il Satiro danzante en el interior del museo ha terminado.

Los primeros visitantes. Desde el principio la estatua ha atraído entre 2.000 y 4.000 visitantes al día.

En el interior del museo se ha preparado una sección para invidentes, con las reproducciones en escala de Il Satiro danzante, obtenida a partir del modelo digital. A continuación un modelo de bronce en escala 1:5.

Un grupo de personas que tocan otro modelo de Il Satiro danzante en escala 1:2; Giorgio Accardo ha querido extender el proyecto "Formas que se pueden tocar" también a los videntes.

Se ha realizado también el mismo recorrido táctil en el Museo de Mazara del Vallo.

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Video:

Video realizado para la EXPO 2005 de Aichi.
Director:
Giuseppe Casu
Música:
Ferdinando Provera

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Enlaces

Expo 2005 Aichi

Instituto Central de Restauración

Mazara del Vallo

Ministerio de Asuntos Exteriores

Ministero per i Beni e le Attività Culturali (Ministerio de Cultura y Deporte)

Pabellón italiano - Expo 2005 Aichi

Región de Sicilia

Ansaldo Ricerche

Eligio Re Fraschini

Enter engineering & technological research

Fox Bit

Indiana Yachting

Montenovi

Soft-S.I.A

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Créditos

La exposición de

Il Satiro danzante en el Museo Nacional de Tokyo y en la EXPO 2005 de Aichi

es el resultado de una colaboración entre

el MINISTERIO de ASUNTOS EXTERIORES

el Comisariado General del Gobierno EXPO Aichi 2005

y Umberto Donati, Comisario General

MINISTERO per i BENI e le ATTIVITÀ CULTURALI (MINISTERIO de CULTURA y DEPORTE)

Departamento para la Investigación, la Innovación y la Organización

Giuseppe Proietti, Jefe del Departamento

Instituto Central para la Restauración

Caterina Bon Valsassina, Director

REGIÓN DE SICILIA

Assessorato dei Beni Culturali ed Ambientali e della Pubblica Istruzione  (Asesorado de los Bienes Culturales y Ambientales y de la Instrucción Pública)

Alessandro Pagano, Asesor

Soprintendenza per i Beni Culturali ed Ambientali (Superintendencia para los Bienes Culturales y Ambientales) de Trapani

Giuseppe Gini, Superintendente

Rossella Giglio, Director Museo de Il Satiro danzante

Ciudad de Mazara del Vallo

Giorgio Macaddino, Alcalde

"Nuevas tecnologías en el mundo del arte: del bronce al digital"

es el proyecto que ha hecho posible el viaje de Il Satiro danzante a Japón y ha sido realizado por el

Instituto Central para la Restauración – Laboratorio de Física y Controles Ambientales

Giorgio Accardo: dirección científica del proyecto

Roberto Ciabattoni: proyecto y realización

Ferdinando Provera: modelo digital 3D

Giuseppe Casu: realizaciones video

Núcleo Arqueología Subacuática

Roberto Petriaggi: dirección restauración y coordinación

Paola Donati: restauración

con la colaboración técnica y científica de

Niklas Andersson: multimedia, www, gráfico

Massimo Berretta: fotografía

Raffaella D'Amico: reproducciones del interior y modelado de material diverso

Alessandro Fagioli: modelos de yeso y de resina

Giovanni Santucci: Dep. de Mecánica y Aeronáutica, Universidad "La Sapienza" de Roma.

y de los espónsor

ANSALDO RICERCHE: base antisísmica

ELIGIO RE FRASCHINI: soporte interno de carbono

ENTER engineering & technological research: componentes de acero y titanio

FOX BIT: reverse engineering y rapid prototype

INDIANA YACHTING: componentes externos de carbono

MONTENOVI: transporte y desplazamiento

Soft-S.I.A: multimedia y www

Queda prohibida la reproducción, incluso parcial, de las imágenes y textos contenidos en este sitio.

il Satiro danzante di Mazara del Vallo
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Benvenuto nel sito che illustra le tecnologie utilizzate per il trasporto e l'esposizione del Satiro danzante in Giappone all'Expo di Aichi 2005.

Istituto Centrale per il Restauro - Laboratorio di fisica
Direzione scientifica: Giorgio Accardo
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la chiusura dell'EXPO di Aichi 2005
il ritorno del Satiro a Mazara del Vallo